Alle lotte sempre più diffuse e alla mobilitazione di migliaia di lavoratori colpiti dalla crisi, lo stato risponde con il manganello quando escono fuori dai binari delle compatibilità. Lavoratori in lotta e solidali vengono multati, denunciati, condannati al fine di impedire la crescita di livelli di coscienza ed organizzazione della classe fuori dal controllo istituzionale.
Anche noi, insieme ad altri solidali, abbiamo subito la stessa reazione nel caso della lotta degli operai della INNSE. Multe e denuncie sono state applicate al fine di dividere chi ha espresso fattivamente la solidarietà, dagli operai in lotta.
La coerenza degli operai dell'ex INNSE, sempre rimasti al fianco dei denunciati per respingere questa operazione di divisione ed intimidazione, e la determinazione di tutti coloro che hanno sostenuto la battaglia contro la chiusura dello fabbrica, per la difesa del posto di lavoro e contro gli interessi speculativi di chi voleva gettare in mezzo ad una strada 50 operai con le relative famiglie, è per noi la migliore risposta alla reazione dello stato perchè evidenzia, sul piano strategico, la debolezza del potere su cui si regge il sistema dei padroni.
Come lo dimostrano le cariche e le aggressioni di polizia e carabinieri ai recenti picchetti dei lavoratori immigrati delle cooperative alla Fiege Borruso di Brembio e alla Gls di Cerro al Lambro, che non hanno spezzato la determinazione a dar battaglia contro i soprusi e le pesantissime condizioni di sfruttamento attorno ai quali si è stretto il sostegno militante di altri lavoratori e compagni.
Solidarietà al colletivo Riscossa e ai lavoratori Phonemedia!
Continuare a lottare e ad estendere la solidarietà!
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